I diessini irpini cercavano candidati. Si apprestavano ad affrontare le truppe d’ assalto dei popolari con scarti e scartini. In città era una caccia furiosa a un candidato presentabile. Dalle teste dei dirigenti uscivano proposte straordinarie. La parola d’ordine era: a destra, a destra, a destra. Si scovava negli elenchi dei moderati alla ricerca di un nome che dicesse sì. Chiunque mostrasse idee di sinistra era cacciato ed esiliato. A un iscritto, trovato a cantare "Bandiera Rossa", era stata affibbiata la punizione di imparare a memoria tutte le canzoni di Spagna. Nei sondaggi interni un progressista convinto valeva zero punti, un ex democristiano cinquanta punti, un liberale cento, un reazionario convertito mille. I più audaci avrebbero voluto provare con Verderosa, i più rivoluzionari non disdegnavano il presidente Valentino. Qualcuno aveva addirittura pensato a don Antonio Sibilia.