I Democratici cancellavano le tracce. L’ Asinello disinfettava la lama con la quale, a giugno scorso, aveva contribuito ad eliminare Anzalone dalla scena, per immolare per lui l’ agnello grasso in segno di festa. Alla notizia dell’ arrivo dell’ ex presidente, tra i quattro gatti del Partito erano stati riti satanici e fuochi di artificio. Mancava solo che comparisse Maccanico con suo lenzuolo di fantasma e la cerimonia sarebbe stata completa. Finalmente, dopo mesi di lacrime per le offese subite da D’ Ambrosio e compagnia, dopo che ogni angolo della città e della provincia era stato bagnato dalle sue secrezioni, Anzalone risorgeva. Gli uomini, gli animali e le piante, che erano stati costretti a sopportare i suoi ululati e i suoi lamenti, respiravano di sollievo. Ora si trattava solo di dimostrare che i Democratici erano qualcosa di più di un confuso brontolio, e il salto mortale quadruplo verso la gloria si sarebbe realizzato.